Ancora una volta la sanità calabrese fa registrare una storia inverosimile, questa volta a finire sulla stampa è l’Ospedale Civile di San Giovanni in Fiore, già attenzionato in passato per il suo continuo depotenziamento. A farne le spese adesso il servizio di endoscopia digestiva rimasto, dopo il pensionamento del dott. Iaquinta, senza unità medica, privando la struttura e quindi il l’intero territorio silano di un così importante reparto diagnostico.

Per contro lo stesso è stato attrezzato con macchinari all’avanguardia, i cui costi sostenuti per l’acquisto sono risultati ingenti ma non solo si rischia di mandare in malora, in quanto soggetti a scadenza, tutti gli accessori presenti nell’unità di servizio suddetta le cui spese di approvvigionamento hanno superato la cifra di € 50.000,00. Vani sono risultati i solleciti inviati al commissario straordinario dell’Asp di Cosenza da parte della sindaca Succurro, sotto l’impulso del consigliere del comune Giovanni Fragale, a cui Italia del Meridione fa eco e a gran forza si rivolge alle Autorità Sanitarie competenti affinché si possa scongiurare un’altra pagina nera di vicende disastrose a danno dei poveri cittadini.

800 sono i pazienti prenotati e bisognosi degli esami specialistici e 80 analisi mensili potrebbero essere eseguite dall’unità di endoscopia e svolte da un medico specialistico nella materia, da tempo presente in pianta organica nella struttura ospedaliera di San Giovanni in Fiore. Per contro basterebbe dare esecuzione ad una delibera già sottoposta all’attenzione del Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza che giace ormai da mesi su quel tavolo o chiusa in qualche cassetto.

Avv. DAVIDE LOPETRONE

IDM San Giovanni In Fiore