Draghi ancora una volta decide di penalizzare il settore della ristorazione sempre più in ginocchio e sempre meno tutelato. La Calabria poi già povera di risorse aspetta la bella stagione per mettere in moto l’economia legata al turismo grazie alla ricchezza delle proprie bellezze naturali. Chilometri di coste, paesaggi collinari mozzafiato, borghi storici, arte enogastronomica che identifica il turismo rurale e che racconta la storia e la cultura dei popoli,…., ma il Governo Draghi con i divieti e le restrizioni sulle riaperture danneggia ulteriormente la grande risorsa Calabrese dell’industria balneare che molto ruota attorno all’attività dei ristori.

Eppure lo ripetiamo da sempre che vista la necessità impellente l’attuale classe politica e dirigente deve mostrarsi più attenta e agire a favore dei cittadini.    

Ed è duro scontro, giustamente, sulle riaperture. La decisione del Premier Mario Draghi di non eliminare il coprifuoco e neppure di posticiparlo, così come pure l’apertura dei ristoranti solo all’aperto di sicuro non aiuta un’economia devastata.

Sarebbe opportuno che i molti partiti di maggioranza dando voce alle Regioni, che comunque già lamentano questa situazione, si opponessero a questo stato di cose. L’unico partito politico che ha opposto resistenza è la Lega di Matteo Salvini che rifiuta di votare il provvedimento.

Alcune fonti rivelano la scelta di Salvini che ha dichiarato: “la Lega è solo portavoce di quello che chiedono i sindaci e i governatori di tutta Italia, e di qualunque colore politico, su riaperture, coprifuoco e vaccini”, continua dicendo: “con rigidi protocolli di sicurezza, con prudenza e mantenendo le distanze, si può anzi, si deve tornare a vivere e lavorare al chiuso e all’aperto”.

Proprio prendendo spunto da queste parole noi restiamo ancora più convinti che tornare alla normalità si può e si deve nel rispetto di chi sacrifica ogni giorno la propria vita per renderla dignitosa nel lavoro.

I nostri Governanti devono assicurarsi che i protocolli siano rispettati ma è ormai tempo che i nostri Paesi, le nostre Città, le nostre Regioni, l’Italia tutta ricominci a vivere, ritorni a lavorare per recuperare il benessere economico e sociale.