COLAMARIA (UDICON): BASTA FAVORITISMI E ANARCHIA

TRASPARENZA, INCOMPRENSIBILI CRITERI ADOTTATI DA ASP

26 APR, CORIGLIANO-ROSSANO – Sulla campagna vaccinazione territoriale siamo al caos, all’anarchia ed all’ingiustizia sociale. Nei reparti Covid (anche a Rossano) sono diversi i pazienti cardiopatici e diabetici ai quali purtroppo non è stata data la possibilità di ricevere l’inoculazione prima che il virus li raggiungesse. Per tanti analoghi soggetti fragili ci vorrà almeno il mese di giugno inoltrato per poter ricevere il vaccino. Mentre risultano già vaccinati numerosi giovani, ovviamente under 70 e senza patologie. I cittadini esigono trasparenza.

È quanto denuncia Ferruccio Colamaria, presidente provinciale UDICON (Unione per la Difesa dei Consumatori) facendosi portavoce del disagio, della preoccupazione e delle difficoltà avvertite dalle persone rese ancora più vulnerabili da un sistema che evidentemente non tutela i più deboli e che fa acqua da tutte le parti.  

Ci sembra assurdo – aggiunge – che ad esempio un malato oncologico di Cariati, Mandatoriccio o Corigliano – Rossano, al momento della prenotazione debba ottenere una data lontana mesi e mesi e vedersi letteralmente scavalcare da un 50enne in ottima salute. Siamo di fronte ad ingiustizie che esigono reazione, resistenza e protesta a tutti i livelli.

Non si comprendono i criteri adottati da un’Azienda Sanitaria Provinciale – aggiunge il Presidente provinciale UDICON. Ciò che le popolazioni registrano è la più totale indifferenza ed irresponsabilità nei confronti delle regole e dello stesso buon senso. Favoritismi, raccomandazioni e chiamate al vaccino per cerchie di amici degli amici sembrano esser diventati la chiave di lettura di quella che doveva essere invece una stagione di alto senso civico e di solidarietà sociale.

Se si vuole uscire dall’emergenza Covid – scandisce – bisogna procedere spediti con le vaccinazioni degli over ed under 70, delle persone con patologie e garantire servizi di qualità ad un’utenza che non può fare riferimento ad ospedali già saturi e convertiti a centri covid. E bisogna riaprire – conclude Colamaria – le strutture come l’ex ospedale pubblico di Cariati pronte per consentire al territorio di respirare e garantire a tutti il diritto alla salute.