COMUNICATO STAMPA

La messa in sicurezza del territorio rappresenta un diritto per tutti i cittadini ed è compito della politica intraprendere tutte le iniziative necessarie per attuarla, tenendo soprattutto ben a mente che la nostra regione è fortemente esposta a rischi sia naturali che antropici (terremoti, frane smottamenti, inondazioni, incendi, ecc.) che hanno provocato nel passato ingenti danni e vittime. Tali rischi non sono stati mai fronteggiati in modo globale e coordinato ma solo attraverso attività svolte in condizioni di emergenza. 

Il miglior strumento per garantire la sicurezza del territorio è la prevenzione. Il terremoto non uccide; sono le abitazioni, costruite male (a volte abusivamente) che crollano perché non sono in grado di contrastare opportunamente gli effetti prodotte dalle azioni sismiche. Il sisma non si può prevenire ma i suoi effetti possono essere adeguatamente contrastati attraverso mirati interventi di miglioramento e/o adeguamento strutturale atti a garantire una risposta complessiva dell’organismo strutturale più bilanciata.

Più della metà dei fabbricati esistenti è stata realizzata prima della Legge 2 febbraio 1974, n. 64 recante “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”. Gli edifici nuovi, oggi realizzati secondo precisi criteri antisismici, rappresentano solo una minoranza. Inoltre, di molti manufatti, proprio perché vetusti, mancano le informazioni relative alle modalità costruttive e ai materiali utilizzati.

La diagnostica ha lo scopo di conoscere un fabbricato e quindi il suo stato di salute e le sue caratteristiche strutturali. Attraverso diverse metodologie, approfondisce le condizioni dello stato di fatto e permette di attuare una manutenzione mirata ed adeguata, individuando gli stati di degrado e il loro avanzamento. Con le nuove tecnologie innovative qualsiasi edificio esistente può raggiungere i criteri richiesti dall’attuale normativa; molti edifici pubblici e privati devono necessariamente essere adeguate/migliorate sismicamente.

Come architetto, impegnata in prima linea, e oggi come rappresentate politica di Italia del Meridione, ritengo sia necessario una presa di posizione immediata e soprattutto risolutiva. È opportuno, innanzitutto, il monitoraggio statico e dinamico dei ponti esistenti con l’obiettivo di valutare il loro stato di salute e di stabilirne le priorità di intervento. Le nuove Linee Guida per la “Classificazione e la gestione del rischio, valutazione della sicurezza e monitoraggio dei ponti esistenti”, licenziate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2020, vanno proprio in questa direzione.

Il 110% Superbonus è un’ottima misura ma, ancora una volta, il sud viene penalizzato in quanto il patrimonio edilizio versa in uno stato tale per cui in molti casi risulta difficile reperire la documentazione e quindi individuare gli abusi e le difformità urbanistiche. A tal proposito, va detto che, malgrado il decreto semplificazioni, sembra che ancora resti impregiudicata la valutazione della legittimità dell’immobile.  Sarebbe pertanto necessario l’introduzione di un condono immediato da presentare per quelle difformità che rientrano tra i piccoli abusi edilizi. Ciò consentirebbe l’accesso al Superbonus a molti più utenti e la riduzione della vulnerabilità di molte abitazione, limitando così fortemente i costi per la ricostruzione e nella peggiore delle ipotesi scongiurando possibile vittime.

Infine, è fondamentale l’introduzione del fascicolo del fabbricato che dovrà contenere tutte le informazioni riguardanti la costruzione sotto il profilo della stabilità, dell’impiantistica e della manutenzione. L’obiettivo, dunque, è quello di avere un quadro conoscitivo completo di un immobile comprensivo di tutti i danni subiti e gli interventi eseguiti in precedenza. 

Italia del Meridione è intervenuta più volte su questo tema, manifestando la necessità di introdurre nel decreto semplificazioni una sanatoria immediata, per le difformità urbanistiche lievi. È una battaglia che continueremo a portare avanti, per non continuare ad essere numeri di statistiche che descrivono il sud sempre indietro rispetto alla governance dei territori e, in questo caso, alla prevenzione. Ma soprattutto per poter usufruire di quelle occasioni e opportunità, come il Superbonus, altrimenti precluse.

Rita De Lorenzo

Vicesegretaria regionale Italia del Meridione e dirigente nazionale IdM Donne