«Ricordalo e farlo ricordare a tutti perché ogni generazione deve conoscere la storia passata e a Mormanno quella del pastificio fu eccezionale sotto tanti aspetti». Francesco Carlo D’Alessandro, figlio di Salvatore imprenditore dalla visione innovatrice e lungimirante, sintetizza cosi il significato delle borse di studio legate alla memoria di suo padre che oggi sono state consegnate nella cornice di Rurà. 

L’amministrazione comunale di Mormanno, guidata dal sindaco Giuseppe Regina, insieme alla dirigenza dell’Istituto Omnicomprensivo, in pieno accordo con la famiglia D’Alessandro ha lanciato lo scorso anno l’idea di un premio in memoria di «un figlio illustre per la città e tutto il centro sud» – ha dichiarato il primo cittadino di Mormanno – capace di essere «esempio per il territorio» e uomo lungimirante che «in anni difficili è riuscito a mettere su idee imprenditoriali innovative come il cellophane per il confezionamento della pasta o la pasta dietetica per adulti» che oggi sono di uso comune e rappresentano un presente che neanche si immaginava.  

Cinque gli studenti premiati con borse di studio dal valore complessivo di 6mila euro messa a disposizione della famiglia D’Alessandro presente alla cerimonia con i nipoti dell’imprenditore scomparso 50 anni fa in un tragico incidente: Salvatore e Beatrice. 

Il primo premio è andato a Elisa Armentano (che ha ricevuto la borsa di studio del valore di 2000€). Secondo classificato Pia Bloise (al quale andrà una borsa di studio di 1500€), terzo classificato Davide Marsiglia (110€ di borsa di studio). Quarto e quinto classificato rispettivamente Livia Domenica Zaccaria (800€) e Carmine Cersosimo (600€). 

«Siamo molto legati al nonno anche se non lo abbiamo conosciuto direttamente – ha spiegato Salvatore D’Alessandro, il nipote che porta il suo nome – Sono cresciuto con il ricordo del nonno che mi veniva trasmesso dalle persone anziane in piazza quando tornavo a Mormanno in vacanza». Sulla scia dei ricordi anche Beatrice D’Alessandro che è stata componente della giuria, presieduta dal professor Domenico Crea, che ha premiato gli elaborati dei giovani ispirati ai contenuti del libro “L’economia dei poveri” scritto dai premi nobel per l’Economia 2019 Abhijit Banerjee e Esther Duflo: «è stata una esperienza importante perché i giovani si sono messi in gioco su un testo molto complesso, ma leggendo i compiti mi sono commossa perché hanno riportato aneddoti legati a mio nonno tramandati da parenti. Nei loro compiti si leggeva la voglia di futuro che hanno questi giovani e che lo vogliono nel Sud. In nessun testo si intravede la voglia di lasciare il territorio ma cercare di ricostruire qualcosa qui, in linea con la visione di mio nonno».