08 LUG, CALOVETO – L’attenzione che un piccolo centro dell’entroterra
meriterebbe dal Governo centrale, dovrebbe essere direttamente proporzionale al
bagaglio di difficoltà che l’istituzione locale è chiamata a fronteggiare
quotidianamente: dai disservizi ai diritti negati, dalla carenza di risorse alla lotta
contro il fenomeno dello spopolamento. Succede, invece, che i Sindaci, sempre più in
trincea per l’impossibilità di dare risposte alle proprie comunità, vengano lasciati soli
ed in balia degli eventi.
È quanto dichiara il Primo Cittadino Umberto Mazza che ieri (mercoledì 7) ha partecipato alla
manifestazione promossa dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), radunando oltre 600
amministratori comunali in una gremita piazza SS. Apostoli, a Roma.
Dignità ai sindaci. È, questo, il filo rosso e allo stesso tempo la richiesta dei Primi Cittadini di tutta
Italia che, guidati dal Presidente dell’Anci e Sindaco di Bari Antonio De Caro, ha sottoposto alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, un documento unitario.


Il sindaco è, nei fatti, l’architrave della comunità che rappresenta ed accoglie su di sé – si legge – i
bisogni e le domande, nonché le sfide per la sua crescita e il suo progresso.
Nello specifico, gli amministratori locali richiedono l’adozione di norme che stabiliscano: il
medesimo regime sanzionatorio applicato agli altri organi elettivi e di governo in caso di
procedimenti penali; la possibilità per i sindaci dei comuni sopra i 20 mila abitanti di candidarsi in
Parlamento, così come avviene per i presidenti di regione, esercitando successivamente il legittimo
diritto di opzione; la possibilità per i Primi Cittadini delle comunità sino a 5 mila abitanti di fare più
mandati e sino a 15 mila abitanti di farne tre; uno status giuridico ed economico proporzionato alle
responsabilità e alle funzioni.