La campagna è promossa dal Partito Radicale e sta registrando innumerevoli adesioni da parte di esponenti del mondo politico e associativo oltreché di migliaia di cittadini

21 LUG, COSENZA – L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (A.I.G.A.) di Cosenza ha deciso di aderire alla campagna referendaria “per la giustizia giusta” e, all’unanimità, di sostenere, in forma attiva, i sei referendum aventi ad oggetto:

1) la responsabilità civile dei Giudici;
2) la separazione delle carriere dei magistrati sulla base della distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti;
3) la custodia cautelare;
4) l’abrogazione del testo unico in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di governo (Legge Severino);
5) l’abolizione racconta firme liste magistrati;
6) il voto per i membri non togati dei consigli giudiziari.

“La decisione di aderire e sostenere la campagna referendaria – scrive il presidente di AIGA Cosenza, l’avv. Valerio Zicaro – va oltre la condivisione dei singoli o di tutti i quesiti proposti dai promotori della stessa tenuto conto che il ricorso alla consultazione diretta del popolo rappresenta uno dei capisaldi della democrazia e, certamente, lo strumento migliore per ‘dialogare’ con i cittadini su questioni fondamentali del sistema democratico”.

“In questo quadro, preoccupano le affermazioni di taluni secondo i quali i quesiti referendari “destabilizzano” il dibattito pubblico ed istituzionale in materia di riforma della giustizia quasi che il ricorso alla consultazione popolare sia uno strumento ‘pericoloso’, ad onta di quanto sancito dall’art. 1 della nostra Costituzione ovvero che: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ad essi rispondiamo, senza retorica, che «il popolo che si serve del referendum è anche il potere costituente in azione»”. “Auspichiamo – conclude Zicaro – l’adesione e la condivisione degli organismi istituzionali dell’Avvocatura italiana, nazionale e territoriale, quanto meno su quei quesiti che riguardano l’organizzazione ed il funzionamento della giustizia”.