21 AGO, SELLIA MARINA (CZ) – Importanti scoperte archeologiche nel territorio di Sellia
Marina. L’acciottolato rinvenuto dagli scavi per la realizzazione della rete fognaria potrebbe essere l’antico
tracciato stradale che collegava le colonie greche di Kroton e Skylletion, utilizzato almeno dalla fine del V
sec. a.C. fino a tutto il IV sec. a.C.. Nello stesso sito sono stati portati alla luce anche i resti di due fornaci
di forma rettangolare, accostate e parallele tra loro, probabilmente del III sec. a.C. Tra gli elementi che
avvalorano queste ipotesi, il ritrovamento di materiali ceramici tipici del periodo e che confermano la
valenza di questo territorio dal punto di vista archeologico: un patrimonio di inestimabile valore che
richiede azioni adeguate per la tutela e la valorizzazione.


È quanto fa sapere il gruppo di ricerca coordinato da Ernesto Salerno, composto dagli archeologi Florinda
Tortorici, Federica Caputo, Pietro Chimenti e Maria Stella Principe, che sotto la direzione scientifica di Paola
Caruso della Soprintendenza ABAP di Catanzaro e Crotone, nelle scorse settimane hanno supervisionato i
lavori di scavo.
Anche alla luce di questa nuova scoperta si pensa, nel prossimo futuro, alla ripulitura dell’area della
necropoli di Chiaro per renderla visitabile ai turisti e alle scolaresche, oltre a un progetto di esposizione dei
reperti provenienti dal territorio.
L’auspicio – sottolineano – è quello di proseguire anche la ricerca di finanziamenti per poter proseguire le
indagini archeologiche che permetterebbero di portare alla luce un tratto più cospicuo della strada antica,
che di fatto rappresenta un ben raro esempio attestato in contesto extraurbano.
L’ultima scoperta conferma, dunque, l’importanza archeologica del territorio di Sellia Marina. Del resto la
sorveglianza archeologica ai lavori era stata imposta dalla Soprintendenza in virtù dei numerosi
ritrovamenti archeologici noti e dai promettenti dati emersi da campagne di ricerca condotte negli ultimi
decenni dalla ex-soprintendenza Archeologica della Calabria sotto la direzione dell’allora funzionario
archeologo Maria Grazia Aisa.
Già dal 2006, a seguito di una prospezione realizzata all’indomani dell’inizio lavori dell’impianto del gasdotto
S. Eufemia-Crotone, che corre parallelo alla ferrovia, in coincidenza del terminale previsto nella contrada
Uria, durante la fase di escavazione furono scoperte probanti emergenze archeologiche in tre aree della
limitrofa località Chiaro. Saggi di approfondimento, lungo un tracciato di circa 400 metri, realizzati, prima in
collaborazione con SNAM, poi con il Gruppo Archeologico Ionico guidato da Antonio Gualtieri, tra il 2006 ed
il 2010, hanno permesso di recuperare importanti dati soprattutto sulla necropoli altomedievale ivi
presente.
Nei saggi, all’epoca, emersero anche le evidenze di una frequentazione residenziale di età romanoimperiale (I-III sec. d.C.), testimoniata, tra gli altri, da frammenti di ceramica sigillata e di coppette in
vetro. La scoperta di due monete, una in bronzo e l’altra in argento, oltre alla ceramica, confermarono la
datazione degli strati all’età ellenistica. Emersero anche i resti di una cisterna, risalente a un periodo
compreso tra l’Età romano-imperiale e l’Alto Medioevo. Non distante dalla cisterna furono individuati due
lacerti di muri, appartenenti, probabilmente, ad ambienti di servizio della villa rustica di epoca medioimperiale. I dati finora in nostro possesso ci portano a considerare la possibilità che l’area di Chiaro fosse
abitata almeno dal V sec. a.C.