Sanità calabrese, Straface: «Conti e Lea in netto miglioramento»

Il consigliere regionale e presidente della commissione Sanità replica ad Amalia Bruni: «Fa riferimento a dati ormai obsoleti»

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REGGIO CALABRIA «Il quadro della sanità calabrese fotografato dal consigliere di opposizione Amalia Bruni, oggi, non è attuale. I dati reali sono in netto miglioramento, assolutamente in controtendenza rispetto agli anni scorsi e molto migliori di quelli prospettati dal consigliere regionale Amalia Bruni».

È quanto dichiara il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Sanità, Pasqualina Straface, nel replicare alla rappresentante delle forze di opposizione, Amalia Bruni.

«Mi spiace dover constatare le inesattezze della collega. Per una serie di fattori. Il primo è relativo ai tempi. La Bruni fa riferimento ad una verifica del tavolo Adduce ormai datata, perché riunitosi lo scorso 9 novembre ma con dati riferibili a settembre scorso, ormai quasi sei mesi fa. Da allora la sanità calabrese ha compiuto dei passi in avanti».

«Il primo riguarda il bilancio. Dopo aver definito la ricognizione del debito – spiega ancora Pasqualina Straface – nell’arco di circa dodici mesi siamo riusciti in un’impresa mai centrata da nessuno: certificare i conti. Quindi, uno dei due elementi chiave – i conti, appunto, oltre ai i livelli essenziali di assistenza – che hanno spinto la Calabria verso il commissariamento è in via di superamento. Il secondo passo avanti riguarda proprio i Lea, le cui risposte giungeranno col tempo. A supporto di questa tesi ci sono certamente l’impiego dei medici cubani e la stabilizzazione degli operatori sanitari che stanno già sortendo gli effetti sperati nell’immediato ma che saranno ben visibili nei prossimi mesi, anche grazie a tutta una serie di azioni che saranno messe in campo».

«Possiamo, dunque, affermare che sanità calabrese è in netta ripresa, grazie al lavoro ed all’opera di risanamento programmata dal presidente della Regione e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto, che sta salvando dalle sabbie mobili un sistema sanitario impantanato, da decenni».