Siglato un protocollo d’intesa tra MarRC e Servizi sociali di Reggio Calabria

13 MAR, REGGIO CALABRIA – E’ stato siglato al MarRC di Reggio un protocollo di intesa “Dalla tutela alla valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso testimonianze di legalità”, tra il Museo Archeologico Nazionale, l’Ufficio per il servizio sociale per i minorenni di Reggio, l’Istituto professionale alberghiero di Villa San Giovanni e l’associazione culturale Biesse.
    “Obiettivo dell’intesa – è detto in un comunicato – consentire ai giovani di avvicinarsi al mondo dell’arte e conoscere la bellezza dello straordinario patrimonio archeologico della Calabria.

Promuovere incontri, conferenze e dibattiti interdisciplinari, oltre che altre iniziative di comunicazione e promozione, tra le attività del protocollo. Ma sicuramente quella più interessante è la possibilità che sarà data ai ragazzi coinvolti di raccontare ai loro coetanei l’esperienza di formazione maturate tra gli spazi espositivi del Museo. Anche con l’opportunità di conoscere e approfondire la storia e il percorso di alcuni reperti, sottratti dal Nucleo Tutela dei Carabinieri ai privati e che saranno oggetto di un’esposizione ad hoc nei prossimi mesi”.
    “Appartenenza e collaborazione – ha spiegato il direttore del Museo Carmelo Malacrino – le parole chiave di questa intesa diretta a ribaltare in positivo la visione e l’immagine che spesso i ragazzi hanno della loro terra e del loro futuro.
    Scoprire i tesori del Museo sarà un viaggio entusiasmante, nella consapevolezza che, per riuscire in questi intenti, è fondamentale fare sistema e la scuola, in questo, ha un ruolo centrale come istituto di educazione alla cittadinanza attiva e alla veicolazione di valori etici e morali utili per la crescita degli individui”.
    “Era necessario tracciare un percorso di legalità e di recupero per quei giovani segnati da vissuti e da storie tragiche, ricche di problemi e di sofferenza- spiega Maria Giuseppe Garreffa del Tribunale dei Minori – purtroppo i giovani si riconoscono in un contesto territoriale malato e certamente il percorso al Museo permetterà loro di acquisire una cittadinanza piena e libera”.