Fa riflettere la percentuale totale degli investimenti destinati ai porti di Crotone e Corigliano-Rossano dall’Autorità di Bacino gioiese.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nel quotidiano flusso di notizie, gran parte delle quali dedicate e relative all’avvio delle progettualità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ce ne sono alcune che richiamano la nostra attenzione e reclamano le nostre considerazioni. 

Ultima, in ordine temporale, quella relativa ad un piano di 366 milioni per i cinque porti calabresi sottoposti all’Autorità di Bacino di Gioia Tauro. 

Un programma di sviluppo dei porti calabresi previsto nel Piano Operativo triennale 2022/2024 che, secondo il Management dell’Autorità portuale, di cui non dubitiamo, è coerente con la finalità del PNRR e con i cinque macro-obiettivi del Piano Nazionale interventi complementari al PNRR.    

Notizie di per se rassicuranti, almeno, per quanto riguarda il prudenziale aumento dell’organico che potrebbe interessare Crotone con 10 unità lavorative e l’adeguamento tecnico-funzionale del piano regolatore portuale dell’invaso di Corigliano-Rossano. 

Per il resto registriamo solo parole. Alcune, tra l’altro, belle e roboanti che nei fatti si traducono per Crotone in un impegno finanziario pari a 16 milioni 250 mila euro e per Corigliano-Rossano a 15 milioni 800 mila euro. Similari risorse per i porti di Vibo Valentia e di Taureana di Palmi. 

In soldoni sullo Jonio si pianifica meno del 10%, complessivo, del totale investimenti previsto sulle cinque portualità calabresi. 

Briciole, molliche! La solita carità dal sapore rancido. La ripetitiva visione tutta proiettata sul Tirreno e legata esclusivamente  al porto internazionale di Gioia Tauro che, detto per inciso, per la sua specificità e strategicità non sarebbe da considerare un porto calabrese e che, quindi, sotto quest’aspetto, non dovrebbe incidere nella ripartizione delle risorse, siano esse nazionali o comunitarie, assegnate ai porti calabresi. 

Non vogliamo entrare nel merito delle progettualità pensate per i due invasi. Sicuramente, in entrambe i casi, degne di apprezzamenti (almeno nelle intenzioni). Tuttavia riteniamo non bastevole, in ottica d’equita fra i due versanti della Regione, che le uniche due portualità joniche sottoposte alla giurisdizione dell’Autorità di Bacino gioiese, risultino beneficiarie di poco più di 30 milioni, mentre sull’area di ponente se ne investano oltre 330.

Non siamo certo a dire che il rapporto doveva essere parametrato dalla precisa suddivisione fra ambedue le coste. Ci rendiamo conto che le esigenze di un porto di transhipment sono diverse da quelle di porti vocati, prevalentemente, al turismo ed alle attività mercantili. 

Quantunque una così iniqua ripartizione non fa altro che rimarcare, quanto siano drammaticamente parziali le politiche applicate alle infrastrutture strategiche di questa Regione. Quasi a palesare, ancora una volta, la disparità di trattamento in un sistema regionale totalmente schiacciato sul versante ovest. 

È doveroso ricordare che gli invasi di Crotone e Corigliano-Rossano, ad oggi, sono stati tagliati fuori dalla direttrice merci Tirrenico-Adriatica, instradata da Gioia sul tronco Paola-Sibari. 

Si aggiunga che le summenzionate portualità giacendo a sud di Sibari, e non collegate da appositi deviatoi alla tratta ferrata Sibari-Crotone, scontano già un atavico ritardo. Oltretutto non ci risulta siano stati predisposti investimenti migliorativi in tal senso, nonostante i lavori d’ammodernamento, attualmente, presenti sulla linea jonica. 

Così come rimane ancora inspiegabile che si sia preferito aggregarli all’Autorità di Gioia e non già a quella di Taranto, molto più affine per peculiarità e giacente nel medesimo comune territorio dell’omonimo golfo. Ed anche qui una particolarità servita tutta in salsa centralista. Al contrario i porti dello Stretto (Villa, Reggio, Messina, Milazzo, Tremestieri), infatti, non risultano annessi all’Autorità di Bacino dei mari Jonio e Tirreno Meridionale, ma posizionati nella dedicata Autorità omonima, con sede a Messina. 

Ecco avremmo gradito che la Politica, gli Amministratori, i Gruppi di Pressione si fossero interrogati su questa particolarità, quindi la mancata aggregazione dei porti di Crotone e Corigliano-Rossano all’autorità tarantina, lasciata invece a gestire il suo solo invaso. 

Del resto, esprimere plurime soddisfazioni e stentorei ringraziamenti all’Autorità gioiese, per investimenti, oltretutto, ampiamente dovuti e, certamente, sottodimensionati, non fa altro che conclamare le posizioni joniche di asservimento ai dettami del centralismo. 

Giovanni Lentini — Già Assessore alla cultura della Provincia di Crotone. 

Domenico Mazza — Cofondatore Comitato per la Provincia della Magna Graecia