Il tutto, prenderà forma in Italia da oggi, con le decisioni della cabina di regia e del consiglio dei ministri. Il vaccino, sarà indispensabile per accedere a bar, ristoranti, cinema e palestre, forse anche in zona bianca, mentre i tamponi dovrebbero continuare ad essere sufficienti per recarsi al lavoro, salire su treni ad alta velocità e aerei.

I tamponi antigenici – ha detto all’Adnkronos aalute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’università Statale di Milano – sono al centro del dibattito scientifico per la loro attendibilità relativa. I tamponi hanno una quota di falsi negativi del 30% e questo si sapeva. Ci pigliano, ma con una certa limitazione. Il 50% però mi sembra un po’ pessimistica come stima”.

Secondo l’infettivologo, Massimo Galli, “si sa che la sensibilità dei tamponi antigenici, e il loro uso finalizzato a una discriminazione del rischio di essere infettati nel momento in cui li si fa, è una questione importante. Per valutare se una persona è sicura per 72, 48 ore o meno, questi tamponi non vanno bene, specie in una situazione come quella che stiamo vivendo ora. Il tampone classico è di maggiore garanzia. Ma la morale è che né l’uno né l’altro test possono essere considerati sostitutivi, un succedaneo accettabile del discorso vaccino e di cosa fare della profilassi. Per un tampone antigenico rapido – afferma Galli – è stimabile una validità nell’arco delle 24 ore o poco più. Ma in realtà non è una cosa che qualcuno abbia mai misurato con precisione. Stanno emergendo dei lavori che però non sono in grado di misurare quel tipo di durata. Il tampone classico, invece, identifica un’infezione anche con una carica virale molto bassa e in questo caso esclude dalla possibilità di contatti persone che possono avere anche un’infezione leggerissima, magari non in grado di infettare in quel momento, ma nei giorni successivi potenzialmente sì. Il tampone classico è di maggiore garanzia. Ovviamente c’è un problema di costi e necessità organizzative maggiori”.